Mese: Agosto 2022

CORSO ISTRUTTORI DI BASE

Dal 5 al 21 ottobre 2022 (sei giorni di lezione) si svolgerà, con modalità online, il CORSO ISTRUTTORI DI BASE, il cui esame è previsto il 9 novembre.
Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 15 settembre 2022 mediante e-mail all’indirizzo: direzione@scuolaformazionefsi.it assieme alla documentazione necessaria per la verifica del possesso dei requisiti e alla ricevuta del versamento del contributo spese, non rimborsabile, per diritti di segreteria di € 10,00 (dieci/00) da versare sul C/C della Federazione Scacchistica Italiana presso Crèdit Agricole con IBAN IT17J0623009455000056936827.

bando corso ISTR BASE_2022 edizione autunno 2022

Le ultime lezioni di José Raul Capablanca

José Raul Capablanca
Le ultime lezioni
Cliquot 2022

Il celebre libro postumo di José Raúl Capablanca, che raccoglie una serie di insegnamenti che il campione tenne per radio nel febbraio del 1942, meno di un mese prima della sua scomparsa improvvisa.
In parte chiacchierata a ruota libera, con aneddoti simpatici e storie curiose, in parte manuale tecnico di grande profondità, ma sempre chiaro e accessibile – proprio come l’inconfondibile stile di gioco dell'”invincibile” maestro –, Le ultime lezioni sono un invito ad approfondire gli scacchi mettendo al primo posto la semplicità («perché sono le cose semplici quelle che spesso passano inosservate») senza cadere nelle scorrette abitudini tipiche dei dilettanti, prima fra tutte quella di concentrare lo studio sulle aperture anziché sul finale. Una lettura spensierata e al contempo ricca di precetti fondamentali.

44th FIDE CHESS OLYMPIAD

A Chennai (India) dal 29 luglio all’ 8 agosto 2022 si soni giocate le 44th FIDE CHESS OLYMPIAD.

Nel Torneo Open in 11 turni, hanno partecipato 187 squadre (cadenza 90′ + 30” per 40 mosse + 30′ + 30″ per finire).
Ha vinto il team dell’Uzbekistan davanti al team dell’Armenia e al team dell’India 2.

Uzbekistan Team
source FIDE

Nel Torneo Women in 11 turni, hanno partecipato 161 squadre (cadenza 90′ + 30” per 40 mosse + 30′ + 30″ per finire).
Ha vinto il team dell’Ukraine davanti al team della Georgia e al team dell’India.

Ukraine Team
source FIDE

La diagonale Alechin

Arthur Larrue
La diagonale Alechin
Neri Pozza 2022

Occhi d’acciaio, di un azzurro terreo, bocca stretta che ne tradiva il carattere marziale e gesti affettati da moscovita di nobili origini, Aleksandr Alechin fece il suo definitivo ingresso nell’aristocrazia scacchistica nel 1927, quando a Buenos Aires si aggiudicò il titolo di campione del mondo sconfiggendo José Raúl Capablanca, elegantissimo cubano che dominava la scena da quasi un decennio. Sadico degli scacchi che, con il suo attacco a sorpresa, mirava ad atterrare e distruggere l’avversario, Alechin si era preparato con cura all’incontro. Aveva studiato il limitato repertorio di aperture di Capablanca, il suo «istinto di conservazione», e aveva deciso di affrontarlo con il suo imprevedibile gioco di attacco. Chi era, tuttavia, davvero questo genio che padroneggiava mirabilmente le mosse sulla scacchiera, ma non altrettanto quelle sul palcoscenico della sua vita e della sua epoca? In Russia era stato campione nazionale di scacchi e, insieme, giudice istruttore della polizia criminale di Mosca, interprete presso il Comintern e, stando a quanto alcuni affermano, spia scampata a una condanna a morte grazie all’intervento di Trockij. In Francia, dove ripara nel 1921, diventa Alexandre Alekhine, capitano della nazionale francese di scacchi nelle cui file gioca, per qualche anno, Marcel Duchamp. Accanito bevitore, tratta spesso le persone come fossero semplici pedoni sulla scacchiera. Inquieto seduttore, si sposa cinque volte con donne molto più anziane di lui. Durante il governo di Vichy, scrive sulla Pariser Zeitung, la rivista tedesca della Parigi occupata, una serie di articoli in cui tratteggia le differenze tra lo scacchista ebreo e quello ariano. Collabora con Hans Frank e Joseph Goebbels, partecipa a tornei nei territori del Reich. Dopo la guerra, accusato di collaborazionismo, si rifugia nel Portogallo di Salazar, dove muore in circostanze oscure nel 1946, a 53 anni e ancora campione del mondo di scacchi. Se è vero che la letteratura è la sola arte capace di restituirci «il mistero dell’individuo» (Emanuele Trevi), non c’è modo migliore delle pagine che seguono per accostarsi all’opera e alla figura di questo genio degli scacchi. Con la sua impeccabile scrittura, Arthur Larrue ritrae mirabilmente colui che Harold C. Schonberg definí «lo scacchista piú immorale di Richard Wagner e di Jack lo Squartatore» e ne svela, a un tempo, il «doppio invisibile».