Narrativa

Paolo Maurensig
l gioco degli dèi
Giulio Einaudi Editore 2019
Chi è Malik Mir Sultan Khan? L’uomo misterioso di cui parla tutta New York, lo scacchista col turbante che ha battuto Capablanca, rimane un enigma per chiunque lo incontri. Si sa che è nato nella foresta del Punjab, dove ha imparato l’antica arte del chaturanga, si sa che una tigre lo insegue da sempre e che Mrs Abbott gli ha lasciato in eredità la sua Rolls-Royce. In bilico fra Oriente e Occidente, talento e strategia, karma e destino, la storia vera e immaginaria dell’umile servo che per un istante divenne re.

John Donoghue
La scacchiera di Auschwitz
Giunti Editore 2015
Novembre 1943. Tra nubi di vapore il treno da Cracovia si ferma cigolando nella stazione di Auschwitz. Trasferito dal fronte russo a causa di una ferita alla gamba, l’ufficiale delle SS Paul Meissner dovrà occuparsi dell’amministrazione dei campi di concentramento. In particolare, dalle altissime gerarchie del Reich è arrivato l’ordine di innalzare il morale delle SS attraverso attività ludiche ma nello stesso tempo edificanti. Meissner decide così di fondare un club degli scacchi dove gli ufficiali possano sfidarsi. Finché nel campo inizia a serpeggiare una voce: tra i prigionieri c’è un ebreo francese, un certo Emil Clément detto “l’Orologiaio”, che a scacchi è sostanzialmente imbattibile. Clément è costretto alla sfida più pericolosa e terribile di sempre: giocare contro le SS mentre in palio c’è la vita o la morte di altri prigionieri. Vent’anni dopo, ormai scrittore di successo, Emil Clément partecipa a un torneo di scacchi ad Amsterdam. Non può sapere che proprio in quella città la sua strada si incrocerà di nuovo con quella di Paul Meissner. Cosa ci fa lì? E che cosa vuole ancora da lui? Una storia di amicizia e redenzione, che apre uno spiraglio di luce in uno dei periodi più bui dell’umanità.

Miroslav Nesic
Svetozar Gligoric: La mia vita negli scacchi; Recollections of a Grandmaster (Inglese)
New in Chess 2015
Il Gran Maestro jugoslavo Svetozar Gligoric (1923-2012) è stato uno dei giocatori di scacchi più forti e ammirati del XX secolo. Quando gli scacchi sovietici dominavano il mondo, era uno dei pochissimi giocatori che rappresentavano una minaccia per la loro egemonia, battendo ripetutamente i campioni del mondo Botvinnik, Tal, Smyslov e Petrosian. Ha vinto dodici medaglie olimpiche, ha compilato un superbo record di tornei ed è stato un influente commentatore e teorico dell’apertura degli scacchi.
Durante la seconda guerra mondiale, la carriera scacchistica di Gligoric fu interrotta per quattro anni quando si unì ai partigiani di Tito. Ha ricevuto quattro medaglie al coraggio ed è salito al grado di capitano.
In questo libro Svetozar Gligoric racconta la storia della sua vita movimentata, dentro e fuori gli scacchi. Racconta candidamente della sua infanzia, delle sue esperienze di guerra, della sua scalata ai vertici nel mondo degli scacchi, della sua carriera giornalistica, dei suoi viaggi, della sua amicizia con Bobby Fischer

Paolo Maurensig
Teoria delle ombre
Adelphi Edizioni 2015
La mattina del 24 marzo 1946 Alexandre Alekhine, detentore del titolo di campione del mondo di scacchi, venne trovato privo di vita nella sua stanza d’albergo, a Estoril. L’esame autoptico certificò che il decesso era avvenuto per asfissia, e che questa era stata provocata da un pezzo di carne conficcatosi nella laringe escludendo qualsiasi altra ipotesi. La stampa portoghese pubblicò la versione ufficiale, e il caso fu rapidamente archiviato. Da allora, però, sulle cause di quella morte si sono moltiplicati sospetti e illazioni. Qualcuno ha insinuato che le foto del cadavere facevano pensare a una messinscena; qualcun altro si è chiesto come mai Alekhine stesse cenando nella sua stanza indossando un pesante cappotto senza contare che il defunto aveva un passato di collaborazionista, e che i sovietici lo giudicavano un traditore della patria… Con il fiuto e il passo del narratore di razza, e con la sua profonda conoscenza del mondo degli scacchi, Paolo Maurensig indaga sulla morte di Alekhine cercando di scoprire, come dice Kundera citando Hermann Broch, ‘ciò che solo il romanzo può scoprire’.

Paolo Maurensig
L’arcangelo degli scacchi. Vita segreta di Paul Morphy
Oscar Mondadori 2013
Sessantaquattro caselle. Trentadue figure. E una possibilità combinatoria pressoché infinita. Nessuna partita di scacchi è uguale a un’altra. Ognuna è una sfida unica, giocata su quel quadrato magico che è la scacchiera: quasi un mondo fuori dal mondo. Paul Morphy è stato un autentico artista della scacchiera, forse il più grande. Nella sua brevissima parabola, sospesa sull’esile filo che separa la genialità dalla follia, ha incarnato alla perfezione l’essenza del ‘nobile gioco’. Paul nasce a New Orleans, da una famiglia facoltosa, nel 1837. Ha solo quattro anni quando rivela il proprio straordinario talento. A dodici anni è già il più forte giocatore della Louisiana e, non ancora maggiorenne, si laurea campione degli Stati Uniti con una facilità disarmante. A quel punto non gli resta che affrontare i più famosi campioni europei, e soprattutto quello che molti considerano il migliore al mondo: Howard Staunton. A nulla valgono le suppliche della madre, e neppure della sua amata Adele. L’ambizione di Paul non conosce ostacoli. Come un cavaliere, sprezzante di qualunque premio che non sia la gloria, Morphy parte per la sua missione accompagnato da un ambiguo scudiero, il giornalista Frederick M. Edge, lasciando la solatia città natale per smarrirsi nelle nebbie londinesi. Chi era in realtà Paul Morphy? Quali accadimenti spensero la fiamma del suo genio, inducendolo ad abbandonare per sempre gli scacchi all’apice della carriera, e a ritirarsi?

Paolo Maurensig
L’ultima traversa
Barbera Editore 2012
Sopita, nascosta e combattuta durante gli ultimi anni di studi, la passione per gli scacchi torna prepotentemente nel giovane parroco Aloiz Bauer dopo aver sfidato Daniel Harrwitz, un anziano signore all’osteria davanti a una folla di curiosi.
Harrwitz è un tipo solitario, ambiguo, taciturno e incredibilmente abile davanti a una scacchiera. Forse troppo per essere un semplice dilettante.
Settimana dopo settimana, le sfide tra i due diventano un avvenimento per il paese.
Il parroco diventa sempre più ossessionato dal gioco e ben presto la sua fede vacilla e convocato al capezzale del vecchio scacchista che sta per morire ascolta la confessione dell’uomo che lo indurrà a gettare nel fuoco la scacchiera e la tonaca.

Fabio Stassi
La rivincita di Capablanca
Minimum Fax 2008
E’ la storia di José Raúl Capablanca, il più grande scacchista cubano di tutti i tempi, che conquistò il titolo di campione del mondo nel 1921. Amato dalle donne e rispettato dagli avversari, almeno fino a quando non fu sconfitto dal suo ex amico, Aleksandr Aljechin, il miglior giocatore di Russia: uno disposto a tutto per gli scacchi, fuggito dalla rivoluzione d’ottobre e approdato in seguito alla corte dei gerarchi nazisti. La storia di Capablanca è la storia del loro duello. L’offesa di una seconda occasione sempre rinviata, come spesso è la vita. Perché Aljechin non concederà mai una rivincita al suo nemico.

Bertina Henrichs
La giocatrice di scacchi
Einaudi 2005
Una donna dalla vita fin troppo tranquilla semina scandalo nell’isola di Naxos, dove è nata e ha sempre vissuto a causa della sua nuova passione: gli scacchi. Chi ha detto che il principe azzurro deve sempre essere un uomo in carne e ossa?
Un romanzo lieve e travolgente che ha conquistato i lettori francesi. 

Paolo Maurensig
La variante di Luneburg
Adelphi Edizioni 1993
Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L’esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un’altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto e animati da un odio inesauribile che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia l’ebreo e l’altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema.

Arturo Perez-Reverte
La tavola fiamminga
Rizzoli 1990
Su un quadro fiammingo del Quattrocento si nasconde una scritta misteriosa: ‘Chi ha ucciso il cavaliere?’. Un riferimento alla partita a scacchi rappresentata nel dipinto, o un messaggio legato a qualche crimine rimasto irrisolto? A chiederselo è Julia, una giovane restauratrice madrilena che cercherà di risolvere l’enigma con l’aiuto di Alvaro, professore di storia dell’arte ed ex amante, dell’esperto di scacchi Muñoz e dell’antiquario César. Nel frattempo il mondo della ragazza è sconvolto da una serie di delitti, e da un assassino che sembra continuare la partita iniziata dal pittore cinquecento anni prima.

Stefan Zweig
Novella degli scacchi
Newton Compton Editori 1943
Stefan Zweig scrisse “Novella degli scacchi” nel 1941, pochi mesi prima di suicidarsi, insieme con la seconda moglie, nella città brasiliana di Petropolis, il 22 febbraio 1942. La notizia della sua morte fu soffocata da quelle provenienti dai fronti di guerra e così anche la sua ultima, disperata protesta, non fu che un flebile grido, quasi inudibile nel frastuono di quegli anni. Nella “Novella degli scacchi” lo stato d’animo di abbandono, di infinita stanchezza, di rinuncia alla lotta, è prefigurato nella sconfitta di colui che rappresenta la sensibilità, l’intelligenza, la cultura per opera di un semianalfabeta, ottuso uomo-robot. E, a rendere ancora più crudele la disfatta dello spirito, Zweig scelse come terreno dello scontro una scacchiera.